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Guida procedurale, non calcolo

Riscatto laurea: domanda, pagamento e scadenze INPS

Come si presenta la domanda, come funziona il pagamento a rate, cosa succede se salti una rata o vai in pensione durante la rateizzazione. Scadenze verificate su fonte INPS, non un riassunto generico.

Pagamentounica soluzione o fino a 120 rate
Termine domanda (CTPS/Pubblica)90 giorni dalla cessazione
Tempi istruttoria85 giorni
Validità 2026 Fonti INPS del 27/03/2026 e 12/11/2025
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Come funziona, in breve

Cos'è. La domanda di riscatto è la richiesta formale con cui chiedi all'INPS di far valere il periodo di laurea come contribuzione utile ai fini pensionistici: senza domanda, quegli anni restano fuori dal calcolo della pensione.

Perché presentarla. Il riscatto aumenta l'anzianità contributiva: a seconda della tua situazione, questo può avvicinare il diritto alla pensione oppure aumentarne l'importo.

Quando conviene valutarla con attenzione. Prima di presentarla, verifica a quale gestione previdenziale appartieni: le regole di domanda e pagamento cambiano. Se hai una carriera mista tra prima e dopo il 1996 e stai valutando l'opzione al sistema contributivo, tieni presente una cosa: pagare anche una sola rata rende quella scelta irrevocabile. Lo vediamo più avanti.

Una volta presentata la domanda e conclusa l'istruttoria, ricevi un provvedimento con l'importo dell'onere. Da quel momento hai due opzioni: pagare in un'unica soluzione entro 60 giorni oppure a rate mensili senza interessi fino a un massimo di 120. Scadenze e tempi di risposta cambiano un po' a seconda della gestione previdenziale a cui appartieni: te li spieghiamo uno per uno qui sotto.

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Come si presenta la domanda

Puoi presentare la domanda in tre modi. Online, sul Portale dei servizi INPS per la gestione della posizione assicurativa: servono le credenziali SPID, CIE o CNS. Tramite un patronato o un intermediario dell'Istituto, che la invia con i propri servizi telematici. Oppure tramite il Contact Center INPS: 803 164 da rete fissa, 06 164164 da rete mobile. Se sei iscritto a CTPS o Gestione Pubblica puoi scegliere liberamente tra tutti e tre. Per le gestioni private il canale più diretto è il Portale online. Patronato e Contact Center restano comunque a disposizione, come per qualsiasi altra pratica INPS.

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Tempi e scadenze per presentare domanda

Per CTPS e Gestione Pubblica (CPDEL/CPS/CPI/CPUG) il termine è di 90 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro: riguarda solo chi presenta domanda dopo aver lasciato il servizio, non chi la presenta mentre è ancora in servizio. Se sei cessato dal servizio senza diritto a pensione dopo il 30 luglio 2010, puoi presentarla anche oltre questo termine. In caso di morte del dipendente, possono richiederlo i superstiti con diritto a pensione indiretta.

L'INPS ha 85 giorni di tempo per esaminare la domanda ed emettere il provvedimento, qualunque sia la tua gestione. Lo stabilisce il Regolamento INPS sui termini dei procedimenti amministrativi (art. 2, legge 241/1990).

Per le gestioni private (FPLD) non c'è invece un termine equivalente ai 90 giorni legato alla cessazione del rapporto di lavoro: puoi presentare la domanda anche restando in servizio.

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Come funziona il pagamento

Per le domande presentate dal 1° gennaio 2008, per le gestioni private hai due opzioni: un'unica soluzione entro 60 giorni dal ricevimento del provvedimento, oppure rate mensili senza interessi fino a un massimo di 120. Puoi estinguere il debito anche con meno rate: resta comunque senza interessi.

Il pagamento rateale non è ammesso per chi è già pensionato. In quel caso l'unica soluzione è obbligatoria.

Se sei iscritto a CTPS o alla Gestione Pubblica (CPDEL, CPS, CPI, CPUG) vale una regola quasi identica nei numeri per il riscatto della laurea presentato dal 1° gennaio 2008: unica soluzione oppure rate fino a un massimo di 120, sempre senza interessi. Cambiano invece i tempi e il canale di pagamento. Hai 90 giorni, non 60, dalla notifica del provvedimento per scegliere se pagare o rinunciare. Se non fai né l'uno né l'altro entro quel termine, il provvedimento si considera comunque accettato. La rata non la versi tu direttamente: la trattiene il tuo datore di lavoro oppure, se sei iscritto a CTPS, la Ragioneria territoriale dello Stato del MEF. Attenzione al mancato pagamento: se salti almeno quattro rate, decadi dal beneficio del riscatto.

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Cosa rende irrevocabile una scelta (e cosa no)

Se sei iscritto a CTPS o Gestione Pubblica, la regola è scritta così, nero su bianco: "L'assolvimento dell'onere economico con il pagamento di almeno una rata del riscatto determinato con il diverso criterio del calcolo a percentuale, per effetto dell'esercizio della facoltà di opzione al sistema contributivo, rende irrevocabile l'opzione stessa" (fonte: INPS 50144 e INPS 50143).

Questo riguarda solo chi ha una carriera mista, con contributi prima e dopo il 1° gennaio 1996, e ha scelto di optare per il calcolo interamente contributivo della pensione. Se sei già "contributivo puro", con tutta la carriera dal 1996 in poi, non c'è nessuna opzione pendente da rendere irrevocabile.

C'è però una regola che vale per chiunque: un riscatto pagato anche solo in parte con un certo criterio non può più essere ricalcolato con il criterio alternativo (fonte: circolare INPS 106/2019).

Con i numeri veri

Esempi

Un anno di riscatto agevolato (CTPS o Gestione Pubblica) pagato al massimo delle rate
Costo verificato per un anno: 6.206,64 €. Diviso sul massimo di 120 rate senza interessi: circa 51,72 € al mese.
Fonte: INPS 52457 (rate e interessi), INPS 50144/50143 (importo onere): calcolo aritmetico su dato verificato (30/07/2025; 27/03/2026)
Tre anni di riscatto agevolato pagati in 60 rate
Costo lordo per 3 anni: 18.619,92 € (3 × 6.206,64 €). Diviso in 60 rate senza interessi: circa 310,33 € al mese.
Fonte: INPS 52457 (rate e interessi), INPS 50144/50143 (importo onere): calcolo aritmetico su dato verificato (30/07/2025; 27/03/2026)
Perché scegliere meno rate non fa risparmiare
Le rate sono sempre senza interessi: pagare in 12 rate invece che in 120 non riduce il costo totale, cambia solo la rata mensile. La sola vera differenza economica è la deduzione fiscale, spiegata nella guida sul costo netto per scaglione IRPEF.
Fonte: INPS 50145 (12/11/2025)

Casi concreti

Sì o no?

No
Sei già pensionato e vuoi riscattare la laurea: puoi pagare a rate?
Il pagamento rateale non è ammesso per chi è già pensionato: va pagato in un'unica soluzione entro 60 giorni dal ricevimento del provvedimento.
No
Stai pagando a rate e nel frattempo maturi il diritto alla pensione: puoi continuare a rate?
Se presenti domanda di pensione, il beneficio della rateizzazione decade automaticamente: il capitale residuo va saldato in un'unica soluzione.
Sì, con un costo
Hai saltato l'importo in unica soluzione o la prima rata: puoi rimediare?
È considerato rinuncia e la domanda viene archiviata senza altri adempimenti. Puoi ripresentarla per lo stesso periodo e titolo, ma l'onere sarà ricalcolato alla data della nuova domanda: se i parametri sono nel frattempo aumentati, pagherai di più.
No, entro 30 giorni
Un ritardo di pochi giorni su una rata successiva alla prima ti fa perdere il beneficio?
Il pagamento delle rate successive alla prima resta valido con un ritardo non superiore a 30 giorni, per un massimo di cinque volte nel piano di rateizzazione.
No
Devi aspettare di aver lasciato il lavoro per presentare domanda?
Il termine di 90 giorni per CTPS e Gestione Pubblica riguarda solo chi presenta domanda dopo la cessazione del rapporto di lavoro: puoi presentarla mentre sei ancora in servizio.

Prima di sbagliare

Errori che costano

Pensare che pagare "qualcosa" basti a riscattare tutto il periodo richiesto
Se versi pagamenti parziali o un numero di rate inferiore a quello previsto, INPS accredita il periodo assicurativo solo in proporzione a quanto hai effettivamente versato: rischi di riscattare meno anni di quelli che pensavi.
Scegliere il numero massimo di rate senza considerare quando prevedi di andare in pensione
Se maturi il diritto alla pensione durante la rateizzazione e presenti domanda, il beneficio decade automaticamente: il capitale residuo va pagato subito, in un'unica soluzione.
Pensare che, per CTPS o Gestione Pubblica, tempi e canale di pagamento siano identici a quelli delle gestioni private (60 giorni, modello F24)
Il numero massimo di rate senza interessi è lo stesso: 120. Cambia il termine: 90 giorni, non 60. Cambia anche il canale: la trattiene il datore di lavoro, o per CTPS la Ragioneria territoriale del MEF, non la versi tu con l'F24.
Credere che pagare una rata renda sempre "irrevocabile" tutta la scelta del riscatto
L'irrevocabilità riguarda solo l'opzione al sistema contributivo, e solo per chi ha carriera mista e ha scelto quell'opzione. Vale comunque per chiunque un'altra regola: un riscatto pagato con un metodo non può più essere ricalcolato con il metodo alternativo.

Cosa non è verificato qui, e perché

Importo dell'onere per gestioni diverse da CTPS e Gestione Pubblica nel 2026
Vedi la guida sul costo agevolato: il parametro FPLD 2026 non ha ancora un riscontro ufficiale aggiornato.

Risposte rapide

Domande frequenti

Quanto tempo ha INPS per rispondere alla domanda?
85 giorni, qualunque sia la tua gestione: lo stabilisce il Regolamento INPS sui termini dei procedimenti amministrativi (art. 2, legge 241/1990).
Cosa succede se cambio indirizzo o dati anagrafici mentre sto pagando a rate?
Va comunicato tempestivamente all'Istituto: è un passaggio spesso trascurato che può causare ritardi nella gestione del piano di pagamento.
Il pagamento a rate mi fa spendere di più rispetto all'unica soluzione?
No: le rate sono senza interessi. Il costo totale è lo stesso, cambia solo la cadenza con cui lo paghi.

Parole chiave

Glossario

Provvedimento
L'atto con cui INPS comunica l'esito della domanda e l'importo dell'onere di riscatto da pagare.
Rinuncia (per mancato pagamento)
L'archiviazione automatica della domanda se non paghi l'importo in unica soluzione o la prima rata entro i termini.
Decadenza del beneficio della rateizzazione
La perdita automatica della possibilità di continuare a pagare a rate, se maturi il diritto alla pensione durante il piano di rateizzazione.

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