Aggiornato Redditi 2026

Guida ai Redditi di Terreni e Fabbricati 730/2026: Regole, IMU e Cedolare Secca

Tutto quello che devi sapere per dichiarare correttamente i tuoi immobili e terreni: dalla scelta della cedolare secca alle regole sull'alternatività tra IMU e IRPEF.

La gestione fiscale di immobili e terreni rappresenta uno dei pilastri della dichiarazione dei redditi 730/2026. Che tu sia proprietario di una casa in cui vivi, di un terreno agricolo o di un appartamento affittato, capire come vengono tassati questi beni è fondamentale per ottimizzare il carico fiscale ed evitare spiacevoli sanzioni.

I Redditi dei Terreni (Quadro A)

Quando parliamo di terreni, la tassazione si divide in due componenti: il reddito dominicale, che spetta al proprietario per il semplice possesso, e il reddito agrario, che riguarda chi effettivamente coltiva la terra. Se sei il proprietario e coltivi direttamente il terreno, dichiarerai entrambi.

Per il 2025 (dichiarazione 2026), i redditi indicati nelle visure catastali vanno rivalutati automaticamente del 80% (dominicale) e del 70% (agrario). Un'ottima notizia riguarda i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali (IAP): l'esenzione IRPEF sui redditi agrari è stata prorogata, sebbene i dati vadano comunque indicati nel modello 730.

I Redditi dei Fabbricati (Quadro B)

La tassazione delle case segue regole diverse a seconda dell'utilizzo. Ecco i casi più comuni:

  • Abitazione Principale: La casa in cui risiedi abitualmente non paga l'IMU (salvo immobili di lusso) e gode di una deduzione totale ai fini IRPEF. In sostanza, sulla prima casa non si pagano tasse sul reddito.
  • Case sfitte nello stesso Comune: Se possiedi una seconda casa non affittata situata nello stesso Comune dove risiedi, pagherai l'IMU e anche l'IRPEF ridotta al 50%. È una regola nata per scoraggiare il mantenimento di immobili vuoti.
  • Case sfitte in Comuni diversi: In questo caso l'IMU sostituisce completamente l'IRPEF. Dichiarerai l'immobile, ma non pagherai tasse aggiuntive oltre all'IMU già versata al Comune.

La Convenienza della Cedolare Secca

Se decidi di affittare un immobile a uso abitativo, puoi scegliere tra la tassazione ordinaria (che si somma agli altri tuoi redditi come stipendi o pensioni) e la Cedolare Secca. Quest'ultima è un'imposta fissa che sostituisce IRPEF, imposta di registro e di bollo.

  • Aliquota 10%: Per i contratti a 'canone concordato' in Comuni ad alta densità abitativa. È l'opzione più vantaggiosa.
  • Aliquota 21%: Per i normali contratti a canone libero (4+4).
  • Affitti Brevi (Airbnb/Booking): Dal 2024 è obbligatorio il CIN (Codice Identificativo Nazionale). L'aliquota è del 21% sulla prima casa affittata e sale al 26% dalla seconda alla quarta unità.

Documenti da conservare

Per una dichiarazione sicura, tieni sempre a portata di mano:

  • Visure Catastali aggiornate: Per conoscere rendite e quote di possesso.
  • Contratti di Locazione: Con la relativa ricevuta di registrazione all'Agenzia delle Entrate.
  • Ricevute IMU: Per verificare l'avvenuto pagamento e applicare correttamente le esenzioni IRPEF.
  • Certificazioni Uniche (CU): Nel caso di affitti brevi gestiti tramite portali o agenzie.

Domande Frequenti

Cosa succede se l'inquilino non paga l'affitto?

Se l'inquilino è moroso e hai ottenuto un provvedimento giudiziale di convalida di sfratto, non devi pagare le tasse sui canoni mai percepiti. Se le hai già pagate negli anni passati, hai diritto a un credito d'imposta (Quadro G2) per recuperare quanto versato in eccesso.

Devo dichiarare il garage o la cantina separatamente?

Sì, le pertinenze come garage, cantine o posti auto hanno una propria rendita catastale e vanno indicate singolarmente nel Quadro B. Solitamente si utilizza lo stesso codice dell'abitazione principale per estendere ad esse le relative agevolazioni fiscali.

Ho un terreno agricolo ma non lo coltivo, devo dichiararlo?

Sì, anche se il terreno non viene coltivato o è lasciato a riposo, il proprietario deve dichiarare il reddito dominicale. Se il terreno è incolto, si utilizza un codice specifico (codice 9) che indica la mancanza di reddito agrario.


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